Le nuove rotte commerciali nell’Artico: opportunità, equilibri geopolitici e sostenibilità
Le nuove rotte commerciali nell’Artico: opportunità, equilibri geopolitici e sostenibilità
Immaginate un oceano che per secoli è stato una barriera di ghiaccio invalicabile e che oggi, a causa del riscaldamento globale, sta diventando una nuova autostrada del commercio mondiale: questo è l’Artico.
Oggi, quella della rotta artica, è una delle questioni più attuali e strategiche del XXI secolo. La rotta artica è un insieme di vie marittime che attraversano l’Oceano Artico e collegano l’Europa, l’Asia e il Nord America. Per molto tempo queste rotte sono state impraticabili a causa della presenza costante dei ghiacci. Tuttavia, negli ultimi decenni, il progressivo scioglimento dei ghiacci polari ha reso la navigazione sempre più possibile, soprattutto durante i mesi estivi. Esistono tre principali percorsi: il primo è la Rotta del Mare del Nord, che costeggia la Russia e collega l’Europa all’Asia passando a nord della Siberia. Il secondo è il Passaggio
a Nord-Ovest, che attraversa l’arcipelago canadese. Il terzo è la rotta transpolare, che passa direttamente attraverso il centro dell’Oceano Artico e che potrebbe diventare più utilizzabile in futuro se lo scioglimento dei ghiacci continuerà. L’importanza di queste rotte è soprattutto economica. Utilizzando la rotta artica, le navi
possono ridurre notevolmente la distanza tra Europa e Asia rispetto alle rotte tradizionali come quella che passa per il Canale di Suez. Questo significa meno giorni di viaggio ,minori costi di carburante e tempi di consegna più rapidi. Per il commercio internazionale si tratta quindi di un’opportunità molto significativa. Ma la rotta artica non è solo una questione economica: è anche un tema geopolitico. I Paesi che si affacciano sull’Artico – come Russia, Stati Uniti, Canada, Norvegia e
Danimarca – sono interessati non solo al controllo delle rotte marittime, ma anche alle risorse naturali presenti nella regione, come petrolio e gas. Questo ha aumentato l’attenzione strategica sull’area e, in alcuni casi, anche le tensioni internazionali.
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Allo stesso tempo, però, l’Artico è un ambiente estremamente fragile. L’aumento del traffico marittimo e lo sfruttamento delle risorse possono avere conseguenze gravi sugli ecosistemi e sulle popolazioni indigene che vivono in quelle zone. Inoltre, il fatto che questa rotta sia resa possibile dallo scioglimento dei ghiacci dimostra chiaramente l’impatto del cambiamento climatico.
La rotta artica non è solo una nuova via commerciale, ma il simbolo di un mondo che sta cambiando rapidamente. Sembra offrire grandi opportunità economiche, ma allo stesso tempo ci mette davanti alle responsabilità legate alla tutela dell’ambiente che potrebbe essere messo fortemente a rischio.
Proprio per motivi legati alla tutela dell’ambiente sono veramente poche, ad oggi, le volontà espresse di utilizzo della rotta artica che ha, però, già avuto inizio.
Nel contempo si sviluppano altri importanti progetti quali “IMEC (India-Middle East-Europe Economic Corridor noto anche come Via del Cotone) che vede il Porto di Trieste fortemente candidato a diventare uno snodo centrale europeo per queste rotte commerciali.
Di tutto quanto precede si parlerà durante l’incontro dal titolo:
“Le nuove vie del commercio internazionale: rischi e opportunità”.
Sull’argomento informeranno ed esprimeranno le loro opinioni i relatori dell’incontro che saranno:
Francesco PARISI Presidente Associazione Trieste Summit
Leonardo PARIGI Direttore Osservatorio Artico
Rappresentante/i Marina Militare (seguiranno i nominativi)
Michele REBESCO Geologo Marino e Dirigente di ricerca OGS.
Moderatore dell’incontro il giornalista Riccardo CORETTI.
Alle esposizioni dei Relatori sugli argomenti ed alle ipotesi correlate farà seguito l’usuale sessione di “Q & A” e d’interazione con le/i Socie/i e le/gli Ospiti.

